Perché sterilizzare il mio gatto?

 

La sterilizzazione di un animale domestico è sempre una decisione controversa, perché da un lato apporta notevoli benefici alla salute dell'animale, ma dall'altro ci priva di una serie di esperienze da vivere con il nostro pet, a cui non tutti sono disposti a rinunciare.

Inoltre negli anni sono comparse una serie di false credenze su questo argomento, che creano non poca confusione, soprattutto a chi si appresta a prendere un animale per la prima volta.

Di solito si consiglia di sterilizzare i meticci (i gattili e le strade sono pieni di gatti che nessuno adotta, quindi sarebbe opportuno evitare di aumentarne il numero) e tutti i gatti che non si desidera far riprodurre (perché portatori di malattie ereditarie o perché non abbiamo il tempo di seguire la gravidanza).

Sterilizzare un gatto riduce la tendenza alla fuga durante il periodo degli accoppiamenti, diminuendo molto la possibilità che il gatto venga investito dalle automobili. Inoltre diminuisce moltissimo la possibilità di contrarre malattie mortali, come tumori e FIV e FeLV, che vengono trasmesse da un gatto all'altro con morsi e graffi (lotte tra maschi), durante l'accoppiamento o dalla mamma al feto.

Se invece il gatto vive solo in casa, sterilizzandolo ridurremo la sua tendenza a marcare il territorio (con spruzzi di urina e graffi) e il gatto avrà una vita più serena, perché non sarà più attirato all'esterno dallo stimolo riproduttivo.

Se si possiede un gatto di razza e si desidera farlo riprodurre, si consiglia di iniziare a pensarci immediatamente e di farlo tra il primo e il quinto anno di vita, nel caso di una femmina. Gravidanze in età avanzata possono essere fatali per mamma e gattini.


Vedi anche la sezione sul randagismo.

 

Preparazione di una gatta all'intervento chirurgico
Preparazione di una gatta all'intervento chirurgico

 











  • Sterilizzare una femmina: i metodi usati per sterilizzare una gatta sono molteplici. In primo luogo c'è la sterilizzazione farmacologica, cioè la somministrazione di un farmaco sottopelle, ogni 15 giorni, durante la stagione dei calori, per interrompere il calore. Questa tecnica è fortemente sconsigliata perché, oltre a non essere risolutiva, predispone l'animale ad infezioni e tumori dell'apparato genitale e mammario. Quindi, l'unico metodo davvero efficace e consigliato per sterilizzare una gatta è ricorrere all'intervento chirurgico. Si tratta di un intervento in anestesia generale, che consiste nell'apertura dell'addome con rimozione delle sole ovaie (in gatte di 5-6 mesi) o di ovaie e utero (nelle gatte adulte). Esiste anche la sola asportazione dell'utero, ma è un intervento assolutamente sconsigliato. Se si ha intenzione di sterilizzare la propria gattina, si consiglia di farlo prima del primo calore (5-6 mesi), in modo che abbia un effetto preventivo nei confronti della comparsa di tumori mammari (effetto che si ha solo fino al secondo anno di vita, dopo di che la sterilizzazione diventa assolutamente inutile ai fini della prevenzione del tumore mammario). Inoltre la sterilizzazione, a qualsiasi età viene eseguita, protegge dalla comparsa di infezioni uterine (che possono dare peritoniti mortali per la gatta) e di tumori ad ovaio ed utero. Altra virtù della sterilizzazione è la protezione contro malattie sessualmente trasmissibili, che possono essere mortali. A parte reazioni ai farmaci usati per l'anestesia, non ci sono effetti collaterali.

 

  1. Sterilizzare un maschio: non si conoscono ancora fino in fondo i pro e i contro della sterilizzazione del gatto maschio. Di solito si esegue in gatti che stanno in casa per ridurre la marcatura e in gatti che stanno fuori per ridurre il vagabondaggio e il contagio con malattie virali mortali. Inoltre è preventiva nei confronti di alcuni tipi di tumore, come quelli testicolari. Anche in questo caso l'intervento viene eseguito in anestesia generale, ma è meno invasivo e meno doloroso di quello eseguito sulle femmine (a meno che non ci sia un testicolo ritenuto in addome).